Implantologia

implantologia

L'impianto dentale (implant) è una vite in titanio inserita nell'osso (jaw bone). Ad esso si avvita un moncone protesico (abutment) che fuoriesce dalla gengiva (gum) e che serve a cementare la capsula (crown).

In questo modo si può sostituire un dente mancante senza eseguire un ponte, quindi senza dover limare i denti del paziente.
E' comunque possibile eseguire ponti su due o più impianti (v. figura sottostante) e addirittura eseguire un'arcata intera su impianti.

Domande Frequenti

1L'implantologia è una tecnica predicibile? In cosa consiste il rigetto?
La moderna implantologia osteointegrata offre risultati di successo che vanno oltre il 90%. Il termine "rigetto" è utilizzato erroneamente per definire quei casi sempre più rari in cui l'impianto dentale viene perso nelle settimane successive alla procedura chirurgica. Oggi sappiamo che buona parte degli insuccessi implantari è dovuta all'utilizzo indiscriminato del carico immediato sull'impianto, oppure alla presenza sopra l'impianto di una protesi provvisoria mobile. Tale situazione può provocare dei micromovimenti tra impianto e tessuto osseo che non permettono una guarigione ottimale. Anche la tecnica post estrattiva, cioè l'inserimento dell'impianto contemporaneamente all'estrazione del dente, presenta una percentuale di successo lievemente inferiore rispetto alla tecnica tradizionale.
2Perché oggi parliamo di carico immediato in osteointegrazione se normalmente l'impianto deve stare senza carico per due/quattro mesi?
Oggi si parla sempre più di carico immediato, ma è bene sottolineare che è possibile metterlo in atto solo in situazioni ben protocollate che garantiscano la stabilità primaria dell'impianto e quindi l'assenza dei micromovimenti che portano alla non integrazione dell'impianto stesso. L'utilizzo da parte del dentista di sistemi implantari validi e di ultima generazione è un presupposto fondamentale per la buona riuscita di tale tecnica.
3Gli impianti dentali sono tutti uguali?
In Italia sono presenti più di 300 marche di impianti dentali. Tuttavia solo alcune case produttrici di impianti possono vantare una vasta letteratura scientifica che può comprovare la qualità del proprio prodotto. Oltre alla certificazione europea, gli impianti dentali di elevata qualità presentano in genere una certificazione FDA (food and drug administration) che assicura un controllo severo, e costante nel tempo, della qualità del prodotto. Al termine del trattamento, l'odontoiatra dovrebbe sempre rilasciare al proprio paziente un patentino da cui risulti quali impianti abbia utilizzato.
4In cosa consiste l'intervento? E cosa accade dopo?
L'intervento di inserzione dell'impianto, in parole povere, consiste nel fare un foro nell'osso con una fresa per inserire l'impianto stesso. Il foro deve essere preciso per dare stabilità all'impianto e deve rispettare altri requisiti previsti dal protocollo. L'anestesia locale previene qualsisasi sensazione di dolore.
5Si può eseguire l'intervento senza sollevare il lembo, cioè separare la gengiva dall'osso?
La tecnica flapless: prevede di inserire l'impianto con un foro nella gengiva e nell'osso, senza incidere la gengiva con il bisturi e scollare il lembo gengivale dall'osso sottostante. È una procedura più semplice e veloce, non richiede i punti di sutura e dà quindi scarsi postumi post operatori: gonfiore e colorazione della cute. È praticabile a patto di essere sicuri degli spessori del tessuto osseo sotto la gengiva. Quasi sempre è necessaria una TAC della zona dell'intervento per valutare le dimensioni del tessuto osseo.
6Cosa si può fare quando "manca" osso per l'inserimento di impianti dentali?
Consideriamo che l'impianto dentale deve sostituire la radice di un dente perso. Il dente, in genere, viene estratto o perso per: * malattia cariosa destruente * frattura della corona e/o della radice * malattia parodontale, o piorrea. Queste circostanze comportano quasi sempre una perdita variabile di tessuto osseo. Quindi non sempre ci sono le condizioni ottimali per inserire un impianto dentale. Oggi esistono tecniche per la rigenerazione guidata dell'osso (GBR), per gli innesti di osso, per il rialzo del seno mascellare.
7Quanto durano gli impianti dentali?
Ci sono pazienti che hanno in bocca impianti osteointegrati da oltre 35 anni. Ciò non vuole dire che la durata media di tutti gli impianti sia di oltre 35 anni. Un'impianto si può perdere per frattura dovuta a sovraccarico, o per perimplantite (infiammazione della gengiva intorno all'impianto che coinvolge anche l'osso perimplantare): è quindi importante una corretta igiene orale e il mantenere uno stato di buona salute di tutta la bocca. A questo proposito, raccomando una terapia di mantenimento periodica (igiene orale professionale e prevenzione) ogni 4-6 mesi mediamente.

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